Porto Cesareo Camping: nel cuore del Salento
Nel cuore del Salento, a poche centinaia di metri dal mare, Porto Cesareo Camping, di nuovissima creazione, racchiude in sé tutti i pregi della terra su cui sorge: piazzole e spazi comuni si susseguono infatti, senza soluzione di continuità, ai secolari ulivi, ai caratteristici muretti a secco, alla ricca vegetazione arbustiva tipica della macchia mediterranea.
La bellezza del patrimonio naturalistico del Parco terrestre ‘Palude del Conte’ fa da suggestivo quadro al camping, con i canneti e i giunchi che declinano verso i cordoni dunali.
A pochi passi, al di là le dune, si aprono le lunghe spiagge bianche, e il mare, un incanto che val la pena di assaporare sino in fondo.
NEWS
Foto del mare e delle spiagge del Salento a Punta Prosciutto
21/07/2010

Sono tante le spiagge del Salento, tutte bellissime. Il mare è trasparente ovunque. Ma c’è una spiaggia in particolare che è un po’ sopra la media, quella di Punta Prosciutto a Porto Cesareo. Ecco alcune foto scattate nei primi giorni di luglio, nei pressi di Lido Oasis, il Lido convenzionato con il Camping Porto Cesareo, punto d'arrivo della navetta gratuita del Camping.

Punta Prosciutto

Punta Prosciutto è una località all’interno del comune di Porto Cesareo, segna il confine nord ovest della provincia di Lecce. E’ una località ancora abbastanza selvaggia, con chilometri di spiagge come quelle che vedete nelle fotografie di questo articolo e dune secolari con la tipica vegetazione della macchia mediterranea. Il mare in questa zona assume dei colori cristallini, fantastici, siamo sul …tropicale. Tempo fa avevo fatto un video sulla spiaggia di Punta Prosciutto, lo potete vedere cliccando qui. Giustamente qualcuno aveva detto: ma come è la spiaggia vera e propria? Questo perchè il video era su una duna alta circa 8 metri e non mostrava oltre. Di seguito le fotografie scattate da me, questa è la spiaggia con la tramontana, il vento migliore per godersela.

Paradiso …

La notte della taranta 2010 a Melpignano, calendario e ospiti
21/07/2010

La Notte della Taranta 2010 sarà dal 13 al 28 agosto nel Salento. Le prime conferme di ospiti internazionali sono Dulce Pontes, Savina Yannatou, Mercan Dede. Ci saranno anche i Sud Sound System. Vi dò maggiori informazioni sulle location di questo grandioso festival itinerante salentino.

Quest’anno il festival giunge alla tredicesima edizione e avrà come “maestro concertatore” Ludovico Einaudi che arriva dopo l’esperienza di Daniele Sepe (1998), Piero Milesi (1999 e 2001), Joe Zawinul (2000), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003), Ambrogio Sparagna (2004, 2005 e 2006) e Mauro Pagani (2007, 2008, 2009).

Date e paesi coinvolti

Il Festival itinerante La Notte della Taranta, che precede il concertone finale, si svolgerà dal 13 al 26 agosto (con la solita pausa del 15 agosto) nelle piazze dei comuni della Grecìa Salentina: Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Soleto, Sternatia e Zollino. Ma anche esterni: Alessano, Galatina e Cursi (foto precedente).

Concertone finale
Il Concertone finale di Melpignano, fissato per sabato 28 agosto, prevede una prima parte dedicata all’esibizione dei cantori tradizionali, dei gruppi storici della riproposta della musica tradizionale salentina e di alcune produzioni originali del territorio. La seconda parte invece darà spazio al progetto originale dell’edizione 2010 con il Maestro concertatore Ludovico Einaudi, l’Orchestra della Notte della Taranta, composta da una trentina di elementi con ospiti italiani e internazionali. Si prevedono le solite 100 mila persone! Nota mia: per chi volesse conoscere il Salento, questo evento è da vedere …

Ospiti musicali del 2010
Confermate le presenze della cantante portoghese Dulce Pontes, una delle stelle della world music e tra le maggiori interpreti di tradizione fadista; della cantante greca Savina Yannatou, che, nel corso della sua carriera si è mossa tra musica tradizionale, medievale, rinascimentale e barocca, fino a scoprire un grande amore per l’improvvisazione vocale, il jazz, l’avanguardia; del dj e polistrumentista turco Mercan Dede, che da anni sperimenta la fusione di elettronica e tradizione folklorica del suo paese; dei salentini Sud Sound System, che tornano sul palco di Melpignano dopo un po’ di anni.

Ecco le parole di Ludovico Einaudi
“Gli ospiti sono un aspetto fondamentale ma la cosa principale è l’architettura complessiva composta dalle musiche tradizionali [...] Questa orchestra è composta da musicisti incredibili. La scelta dei singoli strumenti e degli elementi è nata dall’ascolto delle edizioni precedenti, delle nuove produzioni e delle registrazioni antiche. Cercavo un suono che fosse da un certo punto di vista fedele all’antichità e proprio per questo motivo ho voluto all’interno dell’orchestra dei colori, dei timbri, dei dettagli che in un concerto davanti a centomila persone rischiano di perdersi ma sono fondamentali. L’orchestra sarà composta da tamburelli, voci, corde, percussioni, organetti, fisarmonica ma ci saranno anche alcuni strumenti tipici come il putipù. Il mio pianoforte ci sarà, ma in modo marginale. Mi sono avvicinato a questo progetto non come pianista ma come compositore e arrangiatore”

Ludovico Einaudi ha spiegato la struttura del concerto
“Sarà diviso in nove sezioni. Come in un grande palazzo, tutto farà parte di un’architettura che metterà in rilievo le singole caratteristiche di portoni, balconi, giardini, alberi. Le mura solide del palazzo sono rappresentate dal ritmo delle pizziche ma ci saranno anche canti più lirici eseguiti dalle voci salentine che trovo veramente splendide e che saranno affiancate dagli ospiti ai quali ho chiesto di interpretare solo brani della tradizione. Ognuno contribuirà ad abbellire questo palazzo e questa architettura con la sua sensibilità, il suo timbro, la sua esperienza”

Non ci sarà solo tradizione
“Nelle pizziche mi ha sempre colpito il ritmo ossessivo. Nella musica elettronica ci sono delle esperienze collettive di grande impatto che in qualche modo si ricollegano all’idea della pizzica e del raduno. Ragionando su come evidenziare questo rapporto tra pizzica ed elettronica ho selezionato elementi della musica salentina, frammenti armonici e melodici, importandoli all’interno del computer attraverso dei software particolari, proprio come accade per la musica elettronica. Nel corso del concerto rappresenteranno una sorta di tappeto sul quale interagirà l’Orchestra”

Porto Cesareo, Torre Lapillo, Punta Prosciutto: guida all’entroterra d’Arneo
21/07/2010

Porto Cesareo, Torre Lapillo e Punta Prosciutto si trovano in un territorio chiamato Arneo. Questa parte del Salento è bella non solo per le sue spiagge bianche e finissime e per il suo mare trasparente, ma anche per quello che si può vedere appena ci si sposta nell’entroterra. Ecco la mia breve guida a questo fantastico territorio dell’alto Salento.

Il territorio
La terra d’Arneo la si può idealmente localizzare lungo la costa ionica salentina da San Pietro in Bevagna fino a Torre Inserraglio. Nell’entroterra, invece, si estende da Manduria (dove si produce il vino Primitivo) fino a Nardò. I comuni interessati dalla terra d’Arneo sono: Porto Cesareo, Veglie, Avetrana, Leverano, Nardò, Copertino, Salice Salentino, Guagnano, San Pancrazio Salentino e Manduria. Si chiama Arneo dal nome di un antico casale di epoca normanna situato appena a nord ovest di Torre Lapillo.

Un po’ di storia
Inizialmente questa zona era caratterizzata da paludi lungo la costa che la rendevano terra di malaria. Nell’entroterra, invece, dappertutto macchia mediterranea, frequentata dalle greggi dei pastori e dai briganti. Con Giolitti e con il fascismo furono avviate le opere di bonifica che risanarono la zona tutta e resero possibile il nascere di villaggi turistici, ville, case e stabilimenti balneari che adesso ne fanno una delle zone più belle per la balneazione in tutto il Salento.

Che cosa potete trovare nella terra d’Arneo?
E’ una terra aspra, arida, calda, caratterizzata da costruzioni tipiche come le numerose masserie fortificate e i furnieddhri (vedi di seguito). Dal punto d vista della vegetazione, troverete macchia mediterranea, ulivi secolari ovunque e più verso i paesi dell’entorterra i vigneti di negroamaro. Lungo la costa, come detto anche in altri articoli di questo blog, si sviluppano spiagge meravigliose intervallate da costa a scogli bassi, torri costiere e il Parco di Porto Selvaggio, una delle oasi più belle di tutto il Salento. Vi dico e vi faccio vedere qualcosa di più. Suggerimento: l’Associazione ArneoTrek organizza delle belle escursioni nell zona, contattatela pure se volete saperne di più.

Masserie fortificate e non

In zona si trovano numerose masserie fortificate e non fortificate. Alcune cominciano ad essere ristrutturate e a diventare strutture ricettive di grande fascino, altre sono ancora in completo stato di abbandono. Il territorio che ne presenta di più è quello di Nardò con decine di masserie fortificate. Se ne ritrovano di semplici, invece, nei territori di Guagnano, Veglie, Salice Salentino e un po’ ovunque. In età moderna le masserie rappresentarono il tipico insediamento produttivo dell’Italia Meridionale, un paesaggio rurale che adesso sta ritornando prepotentemente al centro dell’attenzione.

Furnieddhri

Sono chiamati anche truddhri, pajare o pagghiare. Ce ne sono di diversi tipi a seconda dell’altitudine, dell’uso che ne veniva fatto, della distanza dal mare. Costruiti con le pietre dei fondi vicini, rappresentano un elemento importantissimo del paesaggio locale. Potevano ospitare fino a 3 o 4 persone. “Nell’interno la copertura è chiusa a volta a cupola e detta tecnica può benissimo essere considerata l’antesignana della costruzione delle tipiche volte in pietra leccesi” [fonte: Pinodenuzzo.com]

Macchia mediterranea

E’ la tipica vegetazione che si trova lunga le coste del Mediterraneo, capace di superare lunghi periodi di siccità con temperature elevate. E’ costituita da alberi e arbusti dotati di foglie persistenti, piccole e coriacee, oltre ad altri accorgimenti anatomici e fisiologici (spine, radici profonde, corteccia spessa, etc). Tra le specie arboree prevalgono il leccio (Quercus ilex), il carrubo (Ceratonia siliqua), varie specie di pino (Pinus pinea, P. pinaster, P. alepensis) e, nelle zone con suolo più fresco e profondo, la roverella (Quercus pubescens) e la vallonea (Quercus vallonea). Gli arbusti più rappresentativi sono il corbezzolo (Arbutus unedo), il mirto (Myrtus communis), il lentisco (Pistacia lentiscus), la fillirea (Phyllirea angustifolia e P. latifolia), il ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus) e il ginepro fenicio (Juniperus phoenicea), l’olivello spinoso (Hippophaë rhamnoides) e una pianta lianosa, lo smilace (Smilax aspera). Lo strato più basso comprende il cisto (Cistus incanus), varie specie di timo (gen. Thymus), il rosmarino (Rosmarinus officinalis), la ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) e l’erica arborea (Erica arborea). Nella macchia delle zone più calde e aride possono comparire anche il fico d’India (Opuntia ficusindica), la rara palma nana (Chamaerops humilis) e l’agave (gen. Agave).

Ulivi secolari

E’ una pianta che vive, appunto, per secoli. Questa sua caratteristica è da imputarsi soprattutto al fatto che riesce a rigenerare completamente o in buona parte l’apparato epigeo e ipogeo danneggiato. L’olivo è inoltre una pianta sempreverde, ovvero la sua fase vegetativa è pressoché continua durante tutto l’anno, con solo un leggero calo nel periodo invernale. La caratteristica principale, ovviamente, è il suo tronco contorto. La corteccia è grigia e liscia ma tende a sgretolarsi con l’età. Permette di produrre l’olio extra vergine di oliva, tanto utilizzato nella cucina tipica di questa zona. Tra gli ulivi più belli che ho visto in questa zona, segnalo quelli che si torvano lungo la strada che da Veglie porta al mare di Porto Cesareo (vedi foto precedente): semplicemente fantastici!

Vigneti di Negroamaro

Il Negroamaro è un vitigno introdotto dai greci nel bacino dello ionio, e in particolar modo diffuso nel Salento e in provincia di Taranto su terreni calcarei, molto fertili e con la presenza di ferro che lo rende terreno di un colore rossastro. Si presenta con grappolo medio, serrato, conico e con acino medio grosso, con polpa succosa e dolce, ha una produzione costante e abbondante. Fino a pochi anni fa il vino ottenuto con Negroamaro era maggiormente utilizzato come vino da taglio per i vini meno strutturati e meno alcolici di alcune regioni del nord ma attualmente, anche grazie alla costanza e passione di alcuni produttori, il Negroamaro viene vinificato per la produzione di ottimi vini, specialmente nella versione rosato.

Tutte le foto, tranne le ultime due, sono dell’Associazione ArneoTrek, grazie. Ulteriori informazioni le potete trovare sul sito internet GAL Terra d’Arneo

   
 
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